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Si ha democrazia quando il popolo può controllare l’operato del governo: accetterò il controllo del popolo, ho bisogno dell’energia del popolo, voglio ascoltare la voce del popolo.
Aung San Suu Kyi, 14 novembre

1 giorno – “Il Fiume”

         Luciano Bombarda

Luciano Bombarda ha fondato l’Associazione il Fiume con sede a Stienta con un gruppo di amici che condividevano il suo impegno culturale e politico. L’impegno politico, mai abbandonato, si è arricchito della studio della shoah che ha colpito anche la provincia di Rovigo, negli anni della seconda Guerra Mondiale, attraverso la ricerca sull'”internamento libero” in 20 comuni del Polesine.
La ricerca sulla Shoah in Polesine è ancora in atto ma i suoi contenuti sono stati divulgati in numerosi incontri con le scuole e le associazioni, in occasione della Giornata della Memoria, in cui “Il Fiume” ha fatto spesso la parte del leone, lavorando non sulle emozioni ma sulla conoscenza rigorosa di fatti storici documentati.
 
Il nome tutto sommato banale dell'”Associazione Il Fiume”, è legato alla vicinanza del Po, che segna come lunga linea orizzontale tutta la provincia di Rovigo, ma anche all’immagine del Fiume come un grande contenitore di ogni contributo che le acque di mille affluenti vi possono portare.
Ed infatti l’Associazione Il Fiume è stata arricchita negli anni da una fiumana di contributi di persone, vicine e lontane,  che ancora sono strette l’una all’altra da una energia derivata dal suo fondatore.

Cercheremo di postare i momenti più felici di Luciano in mezzo ai suoi amici, tra impegno politico, passioni sportive, amore per la diffusione dei valori principali che arricchiscono l’umana convivenza e culto dell’amicizia.
Nella foto sopra il Presidente fa da istrione in una gita sul Delta del Po, nei luoghi che amava sempre mostrare e far conoscere ai suoi ospiti con insistenza quasi ossessiva, anche sottoponendoli a viaggi lunghi e pieni di tappe tra palazzi e ville, luoghi di eccidi, ecc ecc, la storia, insomma, nei luoghi della storia.

16 gennaio 2013 – Il fiume restituisce il corpo di Luciano Bombarda

Luciano Bombarda all'ambasciata Italiana di Francia

Vanità delle vanità, tutto è vanità. Quale profitto trae l’uomo da tutta la penosa fatica che dura sotto il sole? Una generazione va e una viene, ma la terra rimane sempre ferma.  Splende il sole e il sole tramonta, correndo verso la sua sede, donde torna poi a risplendere di nuovo.  Il vento va verso mezzogiorno e poi gira verso settentrione e,  girando e rigirando, sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi vanno al mare ma il mare non ne è mai pieno; nel luogo dove i fiumi vanno, tornano sempre ad andare. Tutte le cose stancano, l’uomo non riesce a discorrerne, l’occhio non si sazia di vederle e l’orecchio non è mai pago di ascoltarle.  Quel che è stato è pure quel che sarà; ciò che si è fatto si tornerà a fare ancora, perché non c’è nulla di nuovo sotto il sole”     (Qohelet 1,2.9)

La vita è vana, Qui la parola ebraica per dire “vanità” significa ancora una volta qualcosa che assomiglia a “fiato”: un sospiro che non conta. Fiato inconsistente. Una bolla di sapone è l’immagine più calzante che possa descrivere la debole parola ebraica: hevel. Appena un po’ più forte, con una “h” appena più aspirata di questa iniziale, significa ben altro: khaval è il peccato, Ma non in senso morale. Khaval è più che altro il rimpianto, l’occasione perduta per sempre, la frustrazione del tempo passato. Fra hevel e Khaval c’è soltanto uno sforzo di fiato. Hevel è la vanità senza sprezzo, è la rassegnazione all’arbitrio, all’inconcludente: così è la vita. E il Qohelet ha stabilito meglio di ogni altro antico, la frattura che esiste fra la materia e la vita. L’una monotona e prevedibile, l’altra avventurosa ma fragile come un blando spostamento d’aria con la bocca.   E’ terribile tutto questo?  Si e anche no.          

Elena Loewenthal , “Vita”, ed. Raffaele Cortina, 2012

Luciano Bombarda, fondatore e Presidente dell’Associazione Il Fiume di Stienta, ha lasciato la vita il 17 dicembre 2012, il fiume che scorreva sempre diverso e sempre uguale, di fronte a casa sua a Ficarolo, estremo ovest della provincia di Rovigo, lo ha restituito il 16 gennaio 2013. Ad un mese dalla scomparsa iniziamo, come amici de “Il Fiume”, una nostra ideale shivà (i sette giorni del lutto ebraico), in cui lo ricorderemo con tutto il nostro affetto.
Ci piace utilizzare questa tradizione culturale che esprime, come altri analoghi costumi nel sud d’Italia,  una vicinanza tra i vivi che lo hanno amato e porta al distacco in modo graduale.

Nella foto sopra, Luciano Bombarda all’Ambasciata Italiana di Francia, nel corso del seminario seguito a Parigi nell’Aprile 2012 al Memoriàle de la Shoah.

15 gennaio 2013- A Ferrara Luciana Castellina presenta “SIBERIANA “

Coperina del libro

” A volte si ha l’impressione , soprattutto nelle lontane provincie, che il capitalismo sia qui solo una sorta di superfetazione immaginaria, di cui hanno pratica e contezza solo quelli che, direttamente partecipi, ne hanno saputo trarre vantaggio. Agli altri (la grande maggioranza) il libero mercato sembra aver offerto solo piccole cose” (L.Castellina, “Siberiana”, ed. Nottetempo, 2012)

Luciana Castellina, militante comunista, racconta il viaggio di 20 giorni nella mitica Transiberiana, sponsorizzato dalle Ferrovie Federali e Banca Intesa, per portare nel 2012 un gruppo di giornalisti e scrittori italiani a conoscere la realtà del paese transitato “dal comunismo al capitalismo” e non al contrario, come auspicavano tutti i partiti comunisti occidentali.

La presentazione del libro “Siberiana”, organizzata dall’Associazione Il Fiume, in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, si terrà martedì 15 gennaio alle ore 17.00 nella sala dell’Arengo del Comune di Ferrara.

Alberto Burgio, docente di filosofia all’Università di Bologna e Roberto Pazzi, scrittore tradotto in moltissime lingue, nonchè compagno del viaggio in Russia di Luciana Castellina, saranno gli interlocutori della scrittrice e protagonista della vita politica e culturale dell’Italia del secondo dopoguerra.

 

 

L’Associazione Il Fiume comunica che tutti i contatti con l’Associazione andranno attualmente  inoltrati al seguente indirizzo e- mail:
Maria Chiara Fabian  
chiarafb@libero.it

9 Gennaio 2013 – IL FIUME PERDE UN COLLABORATORE PREZIOSO

dario grillo

Mercoledì mattina 9 gennaio, Dario Grillo si è spento all’improvviso, tradito dal suo cuore, nelle aule dell’Istituto d’Arte di Venezia in cui insegnava.

A Dario, esperto informatico, appassionato musicofilo, amante degli animali e amato insegnante,  dovevamo il sito dell’Associazione Il Fiume.   Da uomo buono e sensibile, ha provato a migliorare il mondo a suo modo.

Con noi dell’Associazione condivideva le idee sulla legalità e sulla correttezza, fondamenti indispensabili,  assieme alla solidarietà e all’amicizia, di una società più vivibile.

Ha partecipato alla vita del “Il Fiume” da dietro le quinte, ma nonostante il suo carattere schivo e riservato, siamo riusciti ad averlo con noi nell’ultima festa nel giugno del 2012, all’imbarcadero di Stienta.   A Dario un saluto affettuoso e riconoscente.

3 dicembre 2012 – Femminicidio: un reato già c’è ma non sono sufficienti le politiche di prevenzione

Centro Mariano -Rovigo

L’incontro proposto dall’Associazione il Fiume ha avuto un ottimo successo di pubblico in tutte le sedi in cui si è svolto, non solo per il tema e la ricorrenza, ma in particolare per la capacità dell’avvocata Barbara Spinelli di argomentare con grande chiarezza tutti i passaggi della sua tesi.

Dopo Ferrara, in cui l’incontro alla libreria Feltrinelli ha avuto la visibilità che la partecipazione dell’Assessorato alle Pari Opportunità ha sicuramente accentuato, la sfida è stato il doppio appuntamento di Rovigo alla Casa Circondariale e all’Auditorium del Centro Mariano “Beata Vergine Addolorata”.

Entrare in carcere fa sempre un particolare effetto e ancor più quando si trattano temi così particolari. Gli incontri proposti dagli Operatori culturali con Angelo Maffione in testa, sono l’occasione perché le componenti maschile e femminile si incontrino, così, in percentuale di uno a tre delle giovani detenute rispetto ai maschi, si è svolto anche l’incontro sull’effetto della violenza maschile sulle donne.

Barbara Spinelli  cerca di far capire che la violenza di genere esiste ed è un problema degli uomini ma, dopo che un detenuto, distinto e non più giovane, si arrocca sui recenti fatti di cronaca riguardanti un  paio di donne che hanno ucciso i mariti, l’attenzione si sposta sul peso che il dramma ha sui bambini delle coppie coinvolte e la pietà di tutti ha il sopravvento sul ragionamento.  L’incontro per i detenuti, qualunque sia il tema, è sempre un’occasione per una “evasione”, o comunque una apertura provvisoria delle mura della cella per incontrare l’esterno, il mondo e i suoi temi spesso lontani ma comunque “altri” rispetto alla tristezza del quotidiano.

Per contro, la tappa al Centro Mariano, voluta dalla sua direttrice suor M.Grazia Comparini, è stata di un tenore ovviamente diverso, di fronte ad una platea di donne impegnate in settori tra i più vari della politica e cultura locale, ravvivato dalla presenza del Magistrato Silvia Ferrari e suscitato dall’accostamento alla Madonna come summa del “femminino”, delle donne vittime e sofferenti. 

Barbara Spinelli ha evidenziato come l’ONU, di fronte a questo crimine, abbia sollecitato da parte dei governi azioni di prevenzione e di educazione delle popolazioni allo scopo di prevenire la violenza perpetrata soprattutto da familiari e tra le mura domestiche.  Nel 2006 l’Italia non aveva ancora messo in atto alcuna politica in tal senso e quindi, proprio su incarico dell’ONU, a Barbara Spinelli è toccato elaborare un “rapporto ombra” che integrasse quello prodotto dallo Stato italiano, peraltro deficitario su molti aspetti tra i quali le politiche di sostegno delle donne oggetto di violenza e dei loro bambini.

i relatori Ferrari, Spinelli e BombardaIl Magistrato Silvia Ferrari, del tribunale di Rovigo,  ha sostenuto che nel codice penale vi è già il reato di omicidio senza qualifica di genere perché togliere la vita è in sé un atto da punire con la stessa gravità, indipendentemente da chi lo commette, semmai dovrebbe essere definita meglio la categoria criminologica in cui inserire l’omicidio di donne, che risulta in percentuale sproporzionata rispetto a quello di uomini.

Anche la dottoressa Ferrari ha sostenuto che la parte più difficile è la prevenzione e il sostegno alla donna nei momenti precedenti, l’informazione alla stessa sulle possibilità offerte dagli strumenti di legge quali ad esempio gli “ordini di allontanamento civile”, che potrebbero scongiurare, a volte, il ricorso all’atto estremo.  In conclusione è emerso che nonostante il femminismo e la globalizzazione l’atteggiamento della donna è sempre quello del “dover tollerare” per la propria salvezza ed il bene generale, educata a sopportare la potestà familiare e maritale ma ancora lontana da un confronto paritario col proprio partner, padre, marito o collega di lavoro.