11 GIUGNO 2026 – SUSANNA RAZON VERONESI E’ MANCATA

A distanza di dieci anni dall’illustre consorte, il professore Veronesi, si è spenta oggi la moglie signora Susanna Razon.

La signora Susanna Razon Veronesi è la morettina in basso a sinistra (foto Duò). Con la famiglia di ebrei turchi, la nonna, gli zii e  i cugini, rimase dal 1941′ al 43′ a Taglio di Po tra sofferenze e umiliazioni che ricordò sempre con dolore. Deportata a Bergen Belsen ebbe la fortuna di essere scambiata con prigionieri tedeschi e sopravvivere ad una morte certa. Il suo riscatto passò attraverso la laurea in medicina, la sua unione con Umberto Veronesi e la nascita di numerosi figli.

La sua storia è emersa poco alla volta dagli archivi storici provinciali e di Roma ed, infine, anche dai registri delle scuole elementari di Taglio di Po.

Costretta con la sua famiglia a internamento libero nel borgo della provincia di Rovigo ha vissuto momenti tragici che hanno segnato la sua vita tanto da non volerli ricordare.

Con il prof. Roberto Felloni abbiamo cercato le tracce delle nove persone ebree (due famiglie di quattro componenti più la nonna) di origini turche che hanno vissuto nel paese del Delta due anni della loro vita nell’incertezza del futuro. La loro fortuna è stata quella di avere un  passaporto turco e quindi non destinati immediatamente al gas ma usati come oggetto di scambio con prigionieri tedeschi. Per loro non ci fu Auschwitz ma Bergen Belsen e significò la vita.

Vedi “Siamo qui solo di passaggio. La persecuzione antiebraica in Polesine 1941-45” , Bezzan-Fabian , ed. Panozzo 2015

2 FEBBRAIO 2026 – ULTIMO SALUTO A LAURA FONTANA

Laura Fontana ci ha lasciato negli ultimi giorni di questo freddo gennaio.
Chi ha avuto occasione di conoscere Laura Fontana non la dimenticherà.
Nella sua breve vita piena e intensa hai avuto e dato tanto.
Persona straordinaria  ma soprattutto grande e rigorosa studiosa, Laura Fontana è stata guida e mentore per moltissimi studenti,  insegnanti e studiosi della Shoah nel suo ruolo di Responsabile per l’Italia del Memoriale de la Shoah di Parigi.
Per noi del Fiume è stata anche una grande amica con cui abbiamo condiviso momenti felici  e numerosi seminari di approfondimento che ci consentono di dare il nostro contributo nella conoscenza delle tragiche vicende del ‘900.
Laura ha lasciato questa vita proprio nei giorni in cui in tutto il mondo si ricordava la Shoah , come se la sua esistenza fosse strettamente legata a questo buco nero dell’umanità, ma tra un libro e l’altro di approfondimento ha condensato un messaggio che qui condividiamo.

‘𝐿𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑜 – scrive Laura – 𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜𝑠𝑢 𝐴𝑢𝑠𝑐ℎ𝑤𝑖𝑡𝑧: 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑢𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒𝑠𝑡𝑟𝑒𝑚𝑒 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑠𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑛𝑜𝑛𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑚𝑎𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎, 𝑛𝑒́ 𝑑𝑎𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑙𝑖𝑣𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑖𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑛𝑒𝑚𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒𝑡𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑜 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒. 𝐿𝑎 𝑓𝑎𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑡𝑖𝑟𝑎𝑟 𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎. 𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑎𝑓𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑙𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑆ℎ𝑜𝑎ℎ, 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑖𝑜, 𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑟𝑖𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑝𝑖𝑒𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑔𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑧𝑎. 𝐴𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑣𝑎𝑛𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 “𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎” 𝑜 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖 𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎. 𝐿𝑎 𝑙𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖𝐴𝑢𝑠𝑐ℎ𝑤𝑖𝑡𝑧 𝑐𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜: 𝑟𝑖𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑔𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑖𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑧𝑎. 𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑎𝑛𝑒𝑎 𝑖 𝑔𝑒𝑟𝑚𝑖 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑝𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑠𝑎𝑠𝑡𝑟𝑜, 𝑖 𝑚𝑎𝑠𝑠𝑎𝑐𝑟𝑖 𝑑𝑖𝑚𝑎𝑠𝑠𝑎, 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑞𝑢𝑖, 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑓𝑒𝑟𝑡𝑖𝑙𝑖.’

23 gennaio 2026 – Appuntamenti

Mercoledì 28/1 a Rosolina (Ro) presso Centro Parrocchiale S.Acutis ore 20:45

Fu solo responsabilità dei tedeschi o anche l’Italia ha fatto la sua parte?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 29/1/2026  Archivio di Stato di Rovigo ore 16:00

Alla luce del recente lavoro del prof. Carlo Spartaco Capogreco un focus sul sistema concentrazionario fascista e su campo di Vò Vecchio.

 

 

 

 

 

14 gennaio 2026 – I campi di Salò – Internamento ebraico e Shoah in Italia

Venerdì 16 gennaio Fratta Polesine ore 17.00.   Un appuntamento importante per la conoscenza della storia del nostro Paese e per inquadrare finalmente la geografia della persecuzione di ebrei, slavi, oppositori politici, rom e sinti perpetrata prima dal fascismo  e poi in collaborazione col nazismo.

La presenza del professor Carlo Spartaco Capogreco darà valore alla  ricerca ormai trentennale che, partendo dal campo di Ferramonti di Tarsia, ha scandagliato tutti gli archivi e messo insieme tutti i contributi degli studi sul tema per giungere ad una mappa completa dell’internamento e della deportazione finale degli ebrei e di altre minoranze dall’Italia. Dopo ” I campi del Duce” pubblicato nel 2004 e tradotto in inglese e sloveno, lo sguardo si estende alla svolta dell’Italia dopo l’8 settembre.

Che Italia era quella della RSI con base a Salò ( e della titolazione del saggio la cittadina gardesana si è risentita per essere accostata al periodo più buio della storia d’Italia), finita miseramente con la liberazione dell’Italia ad opera di alleati e partigiani?  Un quadro lo traccia il volume dello storico Capogreco indagando la caccia all’uomo e la caccia ai beni scatenatasi con l’ordinanza di polizia n. 5 del 30 novembre 1943.

Italiani brava gente? Cattivi tedeschi? La bilancia oscilla terribilmente e non sta più in equilibrio. Ne parleremo con dovizia di tempo e ricchezza di particolari presso il Manegium a Fratta Polesine a fianco della casa di Giacomo Matteotti, prima illustre vittima di un ventennio di morte e distruzione.