A distanza di dieci anni dall’illustre consorte, il professore Veronesi, si è spenta oggi la moglie signora Susanna Razon.
La signora Susanna Razon Veronesi è la morettina in basso a sinistra (foto Duò). Con la famiglia di ebrei turchi, la nonna, gli zii e i cugini, rimase dal 1941′ al 43′ a Taglio di Po tra sofferenze e umiliazioni che ricordò sempre con dolore. Deportata a Bergen Belsen ebbe la fortuna di essere scambiata con prigionieri tedeschi e sopravvivere ad una morte certa. Il suo riscatto passò attraverso la laurea in medicina, la sua unione con Umberto Veronesi e la nascita di numerosi figli.
La sua storia è emersa poco alla volta dagli archivi storici provinciali e di Roma ed, infine, anche dai registri delle scuole elementari di Taglio di Po.
Costretta con la sua famiglia a internamento libero nel borgo della provincia di Rovigo ha vissuto momenti tragici che hanno segnato la sua vita tanto da non volerli ricordare.
Con il prof. Roberto Felloni abbiamo cercato le tracce delle nove persone ebree (due famiglie di quattro componenti più la nonna) di origini turche che hanno vissuto nel paese del Delta due anni della loro vita nell’incertezza del futuro. La loro fortuna è stata quella di avere un passaporto turco e quindi non destinati immediatamente al gas ma usati come oggetto di scambio con prigionieri tedeschi. Per loro non ci fu Auschwitz ma Bergen Belsen e significò la vita.
Vedi “Siamo qui solo di passaggio. La persecuzione antiebraica in Polesine 1941-45” , Bezzan-Fabian , ed. Panozzo 2015




