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07 novembre 2012 – Roberto Olla presenta il suo libro “DUX Una biografia sessuale di Mussolini”

Spesso i titoli dei libri e dei film hanno il compito di attrarre il pubblico e forse anche quello della ricostruzione storica sulla vita di Mussolini dato al libro di Roberto Olla, ha questo scopo e rischia di fuorviare i lettori dal palato più fine.

Chi lo legge si trova però di fronte ad una accurata ricostruzione storica dell’ascesa di Mussolini, anche attraverso i suoi rapporti con donne forti, capaci ed influenti, oltre che appassionate, alle quali il futuro Duce si appoggiava per risolvere i suoi problemi o allargare le sue conoscenze.

L’autore racconta pure delle centinaia di relazioni fugaci, più o meno clandestine con donne anonime, mai più riviste dal duce. Il mito dell’uomo che inventò il fascismo si fregiò anche di  essere un grande amatore,  simbolo dell’uomo fascista sul quale giocò un ruolo determinante  la propaganda. 

Al di là, quindi del titolo, il libro fornisce una interessante lettura dei personaggi femminili importanti dell’epoca in cui il ruolo della donna era apparentemente di secondo piano, in realtà destinato a un importante funzione di sostegno e accompagnamento dei destini degli uomini, come unica via di affermazione, prima dell’epopea della rivoluzione femminista degli anni ’60.

La figura di Mussolini è comunque centrale e i retroscena dei suoi rapporti con molte protagoniste femminili consentono di comprendere anche i passaggi culturali ed ideologici del fascismo.

Dalle popolane emiliane tra le quali scelse la moglie ufficiale Rachele, alle rivoluzionarie russe come la Balabanoff, passando da maestrine sfortunate come Ida Dalser che non si rassegnò ad essere messa da parte finchè non fu letteralmente presa e internata in un manicomio, a Margherita Sarfatti,  che gli aprì le porte dei salotti milanesi, per finire con Claretta Petacci. Su tutte loro Mussolini si arrampicò per diventare il Duce degli italiani.

Da tutte prese qualcosa e non lasciò nulla, se non morte e distruzione, fino all’epilogo della sua vita e della sua avventura politica che coinvolse tutto il paese in una rovinosa caduta.

In collaborazione con Anna Quarzi, direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e la libreria Feltrinelli, l’Associazione il Fiume ha invitato Roberto Olla,  mercoledi’ 7 novembre alle ore 17.30, in libreria Feltrinelli a Ferrara, per inquadrare il periodo e la figura di Mussolini con inevitabili riferimenti all’attualità.

Il giornalista della RAI1 sarà presente, quale relatore, martedì 6 novembre, al convegno di Bologna dove si inaugura una speciale mostra prodotta dal Memoriàle de la Shoah su “Lo sport europeo sotto il nazionalsocialismo. Dai giochi olimpici di Berlino ai giochi olimpici di Londra (1936-1948)”, mentre mercoledì 7 alle 11,30 incontrerà gli studenti del Liceo Scientifico “A. ROITI” di Ferrara sul tema “Sport, Shoah e media”

1 ottobre 2012 – SHLOMO VENEZIA CI HA LASCIATO OGGI

shlomo e marika veneziaQuesta notte nella sua casa di Roma, accanto alla moglie Marika, che lo ha assistito fino all’ultimo faticoso respiro, è mancato, all’affetto dei suoi figli, ma anche al disperato bisogno che tutti noi abbiamo di lui, Shlomo Venezia.

Shlomo Venezia era nato a Salonicco il 29 dicembre 1923, da famiglia di ebrei di origine italiana che era transitata dalla città di Venezia prendendone il nome. Brutti anni per nascere e crescere, ma quali sono le epoche felici per il popolo ebraico che, con cadenza periodica e costante pervicacia, viene perseguitato dal tiranno di turno?

La famiglia Venezia composta da Shlomo, la madre Angel, il fratello Moshe – Moritz, le sorelle Rachel, Maria e Marta, viene deportata da Salonicco nell’aprile del 44, destinazione Auschwitz.

Dall’inferno del campo e del “lavoro” al Sonderkommando, Shlomo e Moritz si salvano e  con loro Rachel ritrovata dopo la guerra.  Shlomo vive l’angoscia e la colpa dell’essere sopravvissuto mentre milioni di altri sono morti e da subito si scontra con un mondo che chiude occhi e orecchie per non sapere quello che è accaduto.

Per lui inizia “il male di vivere” seppur mitigato dall’incontro con la moglie Marika, giovane ungherese che lo accompagna nella sua ricostruzione fisica e morale verso l’inizio difficile della sua seconda vita.  “Non si esce mai dal campo” ripeteva con ossessione Shlomo, e in questo campo ha vissuto fino alla fine, specie dopo la sua terza vita, quella iniziata quando Marcello Pezzetti, storico della “shoah”, lo scoprì tra l’esiguo numero di sopravvissuti che piano piano, dagli anni ’70, aveva iniziato a raccontare.

Ben nascosto in mezzo ai testimoni che il tempo cominciava a decimare, Shlomo faticò a tirar fuori il suo ricordo fino a quando, grazie alla giovane scrittrice francese Béatrice Prasquier trovò la forza e l’occasione per raccontare tutto il suo calvario nel libro-intervista, che venne poi tradotto in italiano e divenne “Sonderkommando Auschwitz”.

shlomo e marikaDagli anni ’90 Shlomo ha percorso l’Italia e l’Europa in una serie di viaggi della memoria, accompagnando moltissimi studenti ad Auschwitz, testimoniando nei luoghi più prestigiosi ma anche nei posti più sperduti del paese e dandosi completamente a questo compito di trasmissione della memoria da protagonista diretto, una memoria contro la quale nessun negazionismo è possibile.

L’incontro con l’Associazione Il Fiume” avvenne durante un “viaggio della memoria” ad Auschwitz, in seguito durante una conferenza a Rimini, città in cui, grazie al prezioso lavoro di Laura Fontana, responsabile italiana del Mèmoriale de la Shoah di Parigi, Shlomo andava a testimoniare con passione.

Iniziò così un rapporto quasi filiale che legò Il Fiume e le sue iniziative a Shlomo e Marika, l’uno imprescindibile dall’altro.  Ne nacquerò incontri memorabili, a Stienta con Valter Veltroni e Andra Bucci, ad Auschwitz più volte, a Salonicco, dove il Fiume collaborando con la Provincia di Rovigo ad un progetto europeo, portò Shlomo per una straordinaria testimonianza nel luogo da cui la sua storia aveva avuto inizio.amos luzzato e shlomo venezia

Ultimo incontro organizzato da Il Fiume, con e per, Shlomo Venezia, è stato la testimonianza all’Ateneo Veneto, nella città di Venezia, a febbraio del 2011.  Grazie ad un gruppo di giovani storici e studiosi veneziani tra cui Shaul Bassi e Simon Levi Sullam Shlomo, che già faticava a camminare, venne ospitato nella città da cui la sua famiglia errante prese il nome e il successo dell’incontro fu testimoniato dall’affetto che la platea a il presidente della comunità ebraica, Amos Luzzato, gli tributarono.

Da un anno Shlomo aveva gravi problemi di salute e aveva smesso di viaggiare, ma la scorsa settimana l’abbiamo sentito al telefono e, dopo le notizie sulla salute e le condizioni del momento, ci ha detto quasi di slancio…” a proposito, se avete qualsiasi cosa da chiedermi, non abbiate problemi, chiamatemi, che anche da qua voglio aiutarvi…”.   Strano messaggio.

Il contatto telefonico con Marika era quotidiano e, per non affaticarlo, solo ogni tanto chiamavamo direttamente Shlomo, ma mai, fino a quel momento, ci aveva sollecitato a chiedere, a interrogare!    Sapendo la fatica e il dolore che gli costava, negli incontri in privato o tra una testimonianza e l’altra, non eravamo mai noi a chiedere ma il ricordo del campo veniva da lui, spontaneamente,  e noi bevevamo grati la sua memoria.  Leggere, ora che non è più con noi, quel messaggio estremo di voglia di raccontare, di testimoniare, ci da un brivido. Forse Shlomo aveva capito e voleva dirci che passava il testimone ma con il sostegno della sua presenza invisibile, silenziosa e costante.    Grazie.

shlomo a salonicco

19 aprile 2012 – Cosa fare per cambiare il mondo in cui viviamo?

eva ciuk a ficarolo

14 aprile 2012Eva Ciuk è entrata con noi de “Il Fiume” nelle scuole Primarie di Ficarolo, con lo scopo di fornire alcune conoscenze sul popolo Rom Sinti, che non ha terra e non la pretende, e forse per questo è maltrattato da tutti.  
Eva Ciuk, giornalista della Rai di Trieste di origine slovena, con i suoi occhi azzurro profondo, ha fatto capire che chiamare “zingari” i Rom è un termine dispregiativo introdotto dal mondo dei “non Rom”.
Ha percorso i maggiori stereotipi legati ad un popolo che ha origini indiane ma si è sparso in tutto il mondo con caratteristiche e nomi diversi, ma con una straordinaria unità di lingua e tradizioni. Grazie alla discussione con i bambini di Ficarolo ha ampliato la loro conoscenza di “persone”, che per il fatto di non avere una terra, un governo, un esercito, non ha diritti ed è indifeso e perseguitato.

Un piccolo passo per i bambini di Ficarolo, un grande passo verso il nostro potere di cambiare il mondo. Solo piccole e pazienti azioni che possiamo compiere individualmente, sono il nostro contributo al miglioramento del tempo in cui viviamo.

manifersto yad vashem

19 aprile 2012– Oggi in Israele è il Giorno della Memoria e dell’Eroismo, questa è la definizione che si dà del ricordo della Shoah, a lungo considerata dagli ebrei di Israele, sionisti e combattivi, quasi una vergogna da riscattare attraverso l’eroismo di chi ai Nazisti in qualche modo si era ribellato.

Lo Yad Vashem il più importante museo sulla Shoah, ha pubblicato il manifesto a lato.
Il valore dell’immagine è altamente simbolico. L’anziano sopravvissuto cammina con a fianco solo le ombre della famiglia che ha perduto in Europa. Da solo porta il peso della testimonianza ma lascerà ai nuovi israeliani il compito di preservare una memoria che sbiadisce, offuscata dal tempo e dall’urgenza di risolvere la difficile convivenza con i Palestinesi. 
I governi di Israele usano la Shoah per ridare una unità ad un paese fatto di molteplicità e uno scopo alla lotta contro gli Arabi. I governi arabi all’intorno girano ad Israele le accuse di perseguitare i Palestinesi alla stregua dei Nazisti, facendo di questo un pretesto per rinfocolare la minaccia di attacco e distruzione dello stato israeliano.

Tra di loro, due popoli, che potrebbero vivere assieme facilmente, condividendo le cose belle della vita, ma sono costretti all’angoscia e alla reciproca sopraffazione.

boris pahor27 aprile 2012 – Il Professor Boris Pahor sarà con Il Fiume e con l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, ospite della Sala degli Stemmi del Castello estense, ore 17.00, per la presentazione della sua biografia.

“Figlio di nessuno” (Rizzoli editore), il libro scritto a quattro mani da Boris Pahor e dalla giornalista Cristina Battocletti (Il sole 24 ore), è un affresco straordinario del “

AUGURI DE… IL FIUME

roma capitale

Carissimi  amici,
anche il prossimo anno l’Associazione Culturale “Il Fiume” continuerà a proporre incontri per tentare di comprendere la complessità dell’attuale nostra convivenza scossa da una crisi economica, politica e morale, di difficile sbocco e interpretazione.

Continueremo, pur consci dei nostri mezzi limitati,  nella nostra azione, convinti che non vogliamo e non dobbiamo essere “indifferenti”.

Crediamo e vogliamo sperare che anche il nostro agire possa portare ad un “risveglio” delle coscienze che abbia come punto di riferimento imprescindibile la difesa della nostra Costituzione.

Non fateci mancare il vostro sostegno continuando a partecipare agli appuntamenti che organizzeremo già a partire da gennaio 2012.

Auguri a tutti voi di Buon Anno

 

per l’Associazione Culturale  “Il Fiume”

Il Presidente
Luciano Bombarda