29 dicembre 2024 – Auguri
Come messaggio degli ultimi giorni di un anno che ci ha lasciato senza parole, ci sentiamo di augurarvi di svegliarci a gennaio e accorgerci che è stato tutto un brutto sogno…
Siamo stati spettatori di una diatriba tra chi vuole distinguere e puntualizzare i “genoicidi” dai “crimini di guerra” quando sappiamo tutti che è la guerra stessa ad essere un crimine.
Abbiamo visto lotte per il posto di lavoro di settori considerati in via di estinzione mentre non c’è cassa integrazione per i lavoratori delle industrie belliche.
Abbiamo visto cadere dittatori e assurgere a capi delle più potenti democrazie marionette comandate dal più ricco sulla terra.
Abbiamo visto che le donne e i bambini sono sempre i primi a rimetterci ed in modo intollerabile.
C’è qualcosa di storto nel mondo che andrebbe raddrizzato ma non ci sono abbastanza puntelli.
10 gennaio 2024 – Programma
L’attività del Fiume per il prossimo gennaio sarà improntata alla divulgazione del significato della posa delle pietre d’inciampo in provincia di Rovigo.
Continuando la testimonianza della deportazione degli ebrei stranieri iniziata con la ricerca pubblicata nel 2015 e concretizzatasi con la posa delle pietre d’inciampo a Costa di Rovigo per la famiglia Buchaster e per Carl Gruen, altre pietre verranno posate ad Adria e a Papozze. Grazie all’impegno del “Comitato pietre d’inciampo” di Adria è stato possibile organizzare le nuove date nel Polesine che saranno precedute da incontri nelle scuole medie tenuti dagli studenti del 5 anno dell’Istituto alberghiero “G.Cipriani” di Adria.
24/1/2024 – Rovigo- ore 17.00- Palazzo Celio Sala Consiliare della Provincia di Rovigo – l’ISTPOLREC e Associazione il Fiume :“L’internamento libero degli ebrei stranieri in Veneto. Un caso di studio”. Presentazione dello studio effettuato per la rivista Venetica dai ricercatori. Antonio Spinelli, Costantino di Sante, Paolo Tagini, Enrico Bacchetti, Lucio de Bortoli, Francesca Meneghetti e M.Chiara Fabian. Dialogano con Antonio Spinelli e M.Chiara Fabian gli studiosi Valentino Zaghi e Luigi Contegiacomo.
25/01/2024. Adria ore 10.30 -Piazzetta San Nicola cerimonia per la posa in memoria di Anselmo Ravenna
25/1 Fiesso Umbertiano – ore 16.00 – “Sommersi e salvati nel Polesine. I casi della famiglia Schloss a Fiesso e dei Feigl a Canaro”. La relazione a cura di M.Chiara Fabian dell’Associazione il Fiume, con l’apporto di Cosetta Ferrante e Sergio Maestri testimoni del salvataggio degli ebrei internati a Canaro.
26/1- Conselve -ore 16.00 – presso Biblioteca Comunale- M.Chiara Fabian presenta. “La persecuzione antiebraica in Polesine- L’esempio di Guerrino Brunazzo, Giusto tra le nazioni”
05/02/2024 – Adria – ore 10.00 presso Auditorium Saccenti via Moro – “Meglio non sapere” – Titti Marrone giornalista e scrittrice presenta la ricostruzione della storia di Sergio de Simone sottoposto ad esperimenti medici ad Auschwitz e ucciso ad Amburgo.
Buone feste 2023-2024
7 ottobre 2023 – La strage degli innocenti
“Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò moltissimo, e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù” (Mt 2:16). Il gesto criminale di Erode è dettato dalla sua egoistica difesa del trono. Questa crudeltà corrisponde al suo carattere: per eliminare ogni ostacolo che mettesse in pericolo il trono, egli fece uccidere anche tre mogli e alcuni figli (tra cui Aristobulo). Quando egli era a Gerico per una malattia incurabile fece uccidere due capi (Yehuda ben Serifa e Matatia ben Marguloth) con i loro discepoli che si erano ribellati. Pare fosse il 13 marzo del 4 a. E. V., perché Giuseppe Flavio parla di una eclissi lunare in quella notte. Erode fece poi convocare a Gerico i più ragguardevoli cittadini della Giudea, li fece rinchiudere nell’ippodromo e ordinò alla sorella Salomè che fossero uccisi alla sua morte perché vi fosse del pianto nella Giudea. In una crisi di dolore tentò di uccidersi. Il figlio Antipatro, saputolo, insistette per essere liberato dal carcere in cui il padre lo aveva rinchiuso. A sua volta, Erode lo fece uccidere. Cinque giorni dopo anche Erode finalmente morì. Non per nulla Augusto, sapute queste cose, con un gioco di parole disse in greco: “È meglio essere un porco [üs] di Erode che non un figlio [üiòs]”, alludendo alla nota avversione degli ebrei per la carne suina. Erode non avrebbe ucciso un porco, ma con facilità uccideva i figli. Tutto questo depone per la storicità della strage dei bambini ordinata da Erode.
Matteo, di fronte a questa carneficina, vi applica il lamento di Geremia posto in bocca a Rachele, la cui tomba si trovava a Rama, circa otto km a nord di Gerusalemme: quasi che, sollevandosi dalla sua tomba, Rachele emetta lamenti per i suoi figli avuti da Beniamino e condotti in prigionia da Nabucodonosor. In Ger 31:15,16 il testo dice: “Così parla il Signore: ‘Si è udita una voce a Rama, un lamento, un pianto amaro; Rachele piange i suoi figli; lei rifiuta di essere consolata dei suoi figli, perché non sono più’. Così parla il Signore: ‘Trattieni la tua voce dal piangere, i tuoi occhi dal versare lacrime; poiché l’opera tua sarà ricompensata’, dice il Signore; ‘essi ritorneranno dal paese del nemico’”. Matteo cita il passo in 2:18.
Yeshùa rimase in Egitto fino alla morte di Erode, che viene fatta risalire al 4 a. E. V.. Dopo di ciò viene portato a Nazaret dove crescerà. Matteo, con un’accomodazione (Mt 2:15), vi applica la profezia di Os 11:1 che riguardava Israele: “Quando Israele era fanciullo, io lo amai e chiamai mio figlio fuori d’Egitto”.
La storia è piena di sangue innocente. Dalla Bibbia, alle scorribande di predoni, alle invasioni dei barbari.
Il progresso delle guerre moderne in cui si combattono eserciti ha avuto corso breve. Da dopo la guerra di trincea attraverso i bombardamenti si è tornati ad uccidere i civili . Il corpo a corpo di uomini armati contro civili inermi, donne, anziani e neonati è una tappa dell’inumanità che si è compiuta sotto il nazismo e che si ripete ai nostri giorni in nome di Allah. “C’è troppo Dio in questa storia” recitava una vignetta triste.


