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27 aprile 2012 – FIGLIO DI NESSUNO di Boris Pahor e Cristina Battocletti

[24/04/2012]

Al Castello di Ferrara un testimone del XX° secolo

Il professor Boris Pahor, scrittore sloveno, in predicato per il Nobel della letteratura per la Slovenia, non è a Ferrara per la prima volta.  Con noi de "Il Fiume" ha già incontrato, in due occasioni, i ragazzi dei Licei cittadini e dell’Univesità per parlare di shoah, vista dalla parte degli internati per motivi politici.

Lo scrittore ha sempre sottolineato che non si parla abbastanza di chi come  rom, omosessuali, testimoni di Geova, portatori di handicap, ha portato il peso, assieme agli ebrei,  della furia  nazista nell’Europa degli anni 30-40, ma non è solo di shoah che parlerà venerdì 27 aprile, alle ore 17.00, nella prestigiosa Sala degli Stemmi del Castello estense.

Grazie al patrocinio della Provincia di Ferrara, e alla collaborazione tra Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara ed Associazione Il Fiume, il professor Pahor,  assieme alla giornalista del Sole 24 ore Cristina Battocletti, verrà a presentare la propria autobiografia, scritta a quattro mani con la giovane scrittrice originaria di Udine.

Una vita intensa, iniziata nel dolore dell’identità slovena negata, continuata nel lager di Natzweiler-Struthof in Alsazia, e trascorsa nella difficoltà di collocarsi tra le correnti politiche e letterarie del dopoguerra burrascoso di una Trieste che è la summa degli umori e degli orrori del ‘900.    No al Fascismo, no al Nazismo e infine anche un no al Comunismo resero la sua vita e la suail documento di boris pahor che attesta la permanenza in lager carriera difficile e tormentata, ma siccome “tutto quel che si può fare è in vita” , per citare le sue parole, Boris Pahor ha anche saputo cogliere il meglio dalla vita attraverso amori appassionati,  amicizie profonde e rapporti con le giovani generazioni.

98 anni spesi bene e carichi di esperienze da trasmettere, con tutto il fiato che gli consente un fisico, in apparenza esile, ma costituito di una fibra durissima.

Un’incontro da non mancare anche perché accompagnato dalla giornalista che ha sostenuto lo scrittore nella ricostruzione compiuta di una vita che già era stata rappresentata per parti nelle numerose opere dell’autore e sancito dal riconoscimento che la Provincia di Ferrara ha voluto offrire fornendo la prestigiosa sede.


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