Negare l’esistenza dell’Olocausto significa uccidere una seconda volta vittime innocenti. Cancellare la memoria è tipico dei regimi totalitari. Bisogna reagire contro queste pratiche con la massima energia.
Nicolai Lilin
Venerdì 16 gennaio Fratta Polesine ore 17.00. Un appuntamento importante per la conoscenza della storia del nostro Paese e per inquadrare finalmente la geografia della persecuzione di ebrei, slavi, oppositori politici, rom e sinti perpetrata prima dal fascismo e poi in collaborazione col nazismo.
La presenza del professor Carlo Spartaco Capogreco darà valore alla ricerca ormai trentennale che, partendo dal campo di Ferramonti di Tarsia, ha scandagliato tutti gli archivi e messo insieme tutti i contributi degli studi sul tema per giungere ad una mappa completa dell’internamento e della deportazione finale degli ebrei e di altre minoranze dall’Italia. Dopo ” I campi del Duce” pubblicato nel 2004 e tradotto in inglese e sloveno, lo sguardo si estende alla svolta dell’Italia dopo l’8 settembre.
Che Italia era quella della RSI con base a Salò ( e della titolazione del saggio la cittadina gardesana si è risentita per essere accostata al periodo più buio della storia d’Italia), finita miseramente con la liberazione dell’Italia ad opera di alleati e partigiani? Un quadro lo traccia il volume dello storico Capogreco indagando la caccia all’uomo e la caccia ai beni scatenatasi con l’ordinanza di polizia n. 5 del 30 novembre 1943.
Italiani brava gente? Cattivi tedeschi? La bilancia oscilla terribilmente e non sta più in equilibrio. Ne parleremo con dovizia di tempo e ricchezza di particolari presso il Manegium a Fratta Polesine a fianco della casa di Giacomo Matteotti, prima illustre vittima di un ventennio di morte e distruzione.
Di seguito gli incontri ai quali siamo stati chiamati per dare il nostro contributo di conoscenza sulla storia degli anni ’40 del Paese ed in particolare del nostro territorio con una puntata dedicata anche alle storie del confine orientale negli anni burrascosi della ridefinizione postbellica e drammatica dei confini
22/1 /2025- Cinema Duomo Rovigo. La proiezione del film di Ruggero Gabbai “Liliana” sulla vita e sulla figura della senatrice Liliana Segre, sarà introdotta e commentata da Francesca Panozzo, collaboratrice del Fiume e storica presso il Museo ebraico di Bologna. L’intervento in streaming verrà effettuato alla fine della proiezione delle 19:00 e prima della proiezione delle 20:45.
23/1 – Rovigo Palazzo Cezza – ore 17:00 in collaborazione con Istituto Polesano per la storia della Resistenza ed Età Contemporanea, parleremo di Antisemitismo e Shoah in Polesine con Pierluigi Bagatin (Presidente dell’Accademia dei Concordi) e Luigi Contegiacomo (Presidente di Istpolrec)
27/1 – Porto Viro (Ro) – ore 8:00 Scuola secondaria di I grado “Internamento libero in Polesine. Le vicende delle famiglie degli ebrei turchi Razon e Afnaim” col prof. Roberto Felloni
Posa delle “Pietre d’inciampo” della famiglia Schloss deportata da Fiesso e uccisa ad Auschwitz. Alla presenza del Sindaco Luigia Modonesi, del Rabbino di Ferrara Luciano Caro e delle scuole verranno posati i tre cubetti d’ottone e letto un messaggio di Raya Cohen, membro della famiglia.
31/1 – Polesella (Ro)- Sala Agostiniani ore 21:00 presenteremo il Libro “…Siamo qui solo di passaggio “ con Daniele Millan dell’Associazione Polesella Cultura e Territorio
3/2/2025 –Adria (Ro) -Istituito scolastico Adria2 – ore 10:30 parleremo di internamento libero e scelte individuali con i ragazzi delle terze madie alla presenza di Cosetta Ferrante figlia del farmacista e partigiano dott. Ferrante Ferrer in predicato per il conferimento del titolo di Giusto tra le nazioni.
12/2 -Adria (Ro) -Istituito scolastico Adria2 – ore 10:40 proporremo ai ragazzi delle terze medie una riflessione sul ricordo degli avvenimenti del Confine orientale che hanno dato vita a allo sradicamento dal luogo a violenze, assassini e al grande esodo delle popolazioni istriane.
Ne parlerà ai ragazzi il prof. Alessandro Cattunar dell’Associazione 47/04 di Gorizia.
ore 18:30 – Fratta Polesine (Ro) – presso Museo Etnografico Il Manegium, in collaborazione con Biblioteca comunale, Associazione il Manegium e Anpi intercomunale, presentazione del libro “Storia di una linea bianca” con l’autore Alessandro Cattunar , sulle vicende della divisione del confine tra Italia e Jugoslavia e la scia di drammi che a partire dagli anni ’20 si estesero fino agli anni ’50 del ‘900.
L’attività del Fiume per il prossimo gennaio sarà improntata alla divulgazione del significato della posa delle pietre d’inciampo in provincia di Rovigo.
Continuando la testimonianza della deportazione degli ebrei stranieri iniziata con la ricerca pubblicata nel 2015 e concretizzatasi con la posa delle pietre d’inciampo a Costa di Rovigo per la famiglia Buchaster e per Carl Gruen, altre pietre verranno posate ad Adria e a Papozze. Grazie all’impegno del “Comitato pietre d’inciampo” di Adria è stato possibile organizzare le nuove date nel Polesine che saranno precedute da incontri nelle scuole medie tenuti dagli studenti del 5 anno dell’Istituto alberghiero “G.Cipriani” di Adria.
24/1/2024 – Rovigo- ore 17.00- Palazzo Celio Sala Consiliare della Provincia di Rovigo – l’ISTPOLREC e Associazione il Fiume :“L’internamento libero degli ebrei stranieri in Veneto. Un caso di studio”. Presentazione dello studio effettuato per la rivista Venetica dai ricercatori. Antonio Spinelli, Costantino di Sante, Paolo Tagini, Enrico Bacchetti, Lucio de Bortoli, Francesca Meneghetti e M.Chiara Fabian. Dialogano con Antonio Spinelli e M.Chiara Fabian gli studiosi Valentino Zaghi e Luigi Contegiacomo.
25/01/2024. Adria ore 10.30 -Piazzetta San Nicola cerimonia per la posa in memoria di Anselmo Ravenna
25/1 Fiesso Umbertiano – ore 16.00 – “Sommersi e salvati nel Polesine. I casi della famiglia Schloss a Fiesso e dei Feigl a Canaro”. La relazione a cura di M.Chiara Fabian dell’Associazione il Fiume, con l’apporto di Cosetta Ferrante e Sergio Maestri testimoni del salvataggio degli ebrei internati a Canaro.
26/1- Conselve -ore 16.00 – presso Biblioteca Comunale- M.Chiara Fabian presenta. “La persecuzione antiebraica in Polesine- L’esempio di Guerrino Brunazzo, Giusto tra le nazioni”
05/02/2024 – Adria – ore 10.00 presso Auditorium Saccenti via Moro – “Meglio non sapere” – Titti Marrone giornalista e scrittrice presenta la ricostruzione della storia di Sergio de Simone sottoposto ad esperimenti medici ad Auschwitz e ucciso ad Amburgo.
Ci piace avvicinarci agli appuntamenti dedicati alla storia del confine orientale, delle foibe e dell’esodo, nello spirito della Legge 92 del 2004, attraverso una serie di libri abbastanza recenti di autori italiani e sloveni , alcuni dei quali hanno il pregio di poter fare ricerca in archivi diversi conoscendo la lingua. Molti di questi giovani autori li abbiamo ospitati in anni più o meno recenti e con noi hanno parlato nelle scuole del Polesine di un tema di grande complessità. Alcuni ci piacerebbe portarli in un prossimo futuro per provare ad avere una narrazione plurale di questa storia che a violenza aveva aggiunto violenza e dovrebbe insegnarci a risolvere le controversie ripudiando la guerra e la supremazia dell’uno sull’altro. Una lezione che sarebbe utile proprio oggi in cui si rispolvera l’orgoglio ferito della nazione e si fa leva sulla permalosità nei rapporti internazionali dell’Italia a trazione sovranista. Dio ci scampi dal ripetere stupidi errori.
Il programma dell’Associazione il Fiume per la Giornata della Memoria negli anni scorsi era ricchissimo e durava un po’ tutto l’anno. Spaziava dalla persecuzione dei Rom, alla vicenda degli IMI (abbiamo fatto con Arduino Nali e le scuole lavori egregi), agli omosessuali e ovviamente la persecuzione degli ebrei. Si può dire che abbiamo fatto tutto il possibile e che ora molto viene ripreso e scoperto nella provincia di Rovigo e oltre. Con piacere abbiamo visto che la pubblicazione “…Siamo qui solo di passaggio. La persecuzione antiebraica in Polesine 1941-45” è diventato un testo ampiamente utilizzato nei programmi degli interventi nelle scuole di tutto il Polesine e viene elaborato sotto forma di racconti, video e drammatizzazioni varie.
Questo significa che noi, assieme ai molti collaboratori che a vario titolo hanno lavorato su questi temi ma soprattutto Luciano Bombarda, Shlomo Venezia, Andra e Tatiana Bucci nonché Arduino Nali, abbiamo lavorato bene a far emergere la storia del nostro territorio.
Questo ci consente di fare qualche piccolo ma significativo intervento e assistere al molto o troppo che si fa con esiti buoni e meno buoni.
Quanto fatto in diretta dal Fiume sono tre interventi diretti ed uno indiretto
26/1/23 : con le terze medie di Taglio di Po abbiamo parlato di Estica Danon e delle analogie e differenze con la più famosa e sfortunata Anna Frank. Abbiamo parlato di vittime, carnefici, giusti e di indifferenti. Assieme alla fortuna tutte le storie sono determinate da queste quattro categorie di persone.
27/1/2023: Istituti comprensivi di Taglio di Po- Porto Viro – abbiamo portato a conoscenza la storia di Manfred Bernard Buchaster e della sua famiglia, che è storia di fughe e di profuganza.
Insegnare la Shoah significa lavorare con abbastanza tempo, in rete tra insegnanti e con la lungimiranza dei Dirigenti scolastici, proponendo contenuti e lasciando che sedimentino perché le riflessioni le facciano i ragazzi dentro di se’. Il rapporto diretto con i ragazzi è fondamentale perché si possono guardare negli occhi cercando di capire se ciò che si racconta ha un qualche effetto. I cinesi guardano fissi apparentemente senza reazione, i ragazzi di colore ai cenni sul razzismo verso gli africani del fascismo coloniale si guardano intorno cercando di mimetizzarsi. Gli studenti marocchini alzano la mano e alla domanda su i totalitarismi che conoscono citano subito Israele. Le ragazze “secchione” sono preparate ed interessate. Poi c’è anche la giovane che inaspettatamente alla fine della storia di Manni si lascia andare ad un pianto commosso.
Avere il rapporto diretto e ravvicinato è impagabile perché consente di spaziare sui temi più diversi cercando di portare l’attenzione sugli aspetti che contano veramente. La responsabilità. La libertà di ciascuno di scegliere. Le vittime erano designate, non c’era scelta, ma tra esser carnefici, delatori, giusti o indifferenti qui sta la scelta che ogni ragazzo potrebbe esser chiamato a fare nella sua vita.
È fatica, e penso alla fatica cui abbiamo costretto e costringiamo i testimoni ancora disponibili. Tuttavia è giusto caricarsi di questo onere e mettersi nei panni di questi ragazzi che sono lontani e ignari perché il racconto che per noi è stato diretto dalle parole di nonni, zii e testimoni per loro arriva da noi con doppio filtro. Una parola di testimoni vale cento delle nostre che dobbiamo comunque assumerci il compito della trasmissione della memoria.
L’intervento indiretto è stato nell’Istituto alberghiero G. Cipriani Adria, coinvolto nella grande adunata delle scuole di Adria. Le grandi riunioni di massa hanno il solo pregio di aver fatto lavorare prima i ragazzi ma, al momento dell’esposizione, tra i saluti delle autorità e gli interventi più o meno lunghi di tutte le scuole, i ragazzi trascorrono ore seduti irrequieti, sbirciando il telefono e pronti a scattare alla fine delle ore di costrizione senza cogliere l’importanza di quanto ascoltano. Ciò che conta è il lavoro preparatorio che con i ragazzi della classe 4 di Accoglienza, deputati quindi a fare da guida nel territorio conoscendone tutti gli aspetti, abbiamo concentrato sulle Pietre d’inciampo poste nella provincia di Rovigo.
Grazie alla presenza di un Comitato Pietre d’Inciampo, costituitosi recentemente ad Adria, abbiamo posto l’attenzione su questa opera d’arte diffusa che ha trovato posto anche nella nostra Provincia con il proposito di continuare il lavoro di posa e allo stesso tempo di consapevolezza della portata di questi fatti.
I ragazzi della 4A Accoglienza dell’Istituto Alberghiero “G.Cipriani” di Adria presso l’Auditorium Saccenti