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Negare l’esistenza dell’Olocausto significa uccidere una seconda volta vittime innocenti. Cancellare la memoria è tipico dei regimi totalitari. Bisogna reagire contro queste pratiche con la massima energia.
Nicolai Lilin

12-14 dicembre- A proposito del seminario per insegnanti su antisemitismo e Shoah

 

 

 

 

 

 

 

 

I professori Claudio Vercelli e Frediano Sessi hanno tenuto ad Adria un primo seminario di approfondimento rivolto principalmente ad insegnanti ma non solo, sul tema antisemitismo e Shoah.

I due studiosi e pubblicisti di grande spessore e chiara fama, hanno dato molti spunti su cui riflettere per capire come attraverso pregiudizi radicati ma soprattutto attraverso la parcellizzazione di provvedimenti su basi giuridiche, scientifiche e filosofiche si possa arrivare all’assassinio di milioni di uomini, donne e bambini.

Una lezione che mette in primo piano non tanto il popolo ebraico, quanto un’Europa fatta di popoli spaventati e manipolati non da folli ma da lucidi rappresentanti di istituzioni impostesi con la violenza.

Della Shoah di solito si racconta la fine mentre bisognerebbe partire dall’inizio per dare ai giovani strumenti di conoscenza e di difesa. Gli stimoli dati dall’introduzione nei programmi scolastici della Educazione Civica troverebbero in questo contesto materiale molto utile.

Importante e’ stato mettere insieme le competenze di Isers di Badia, Associazione il Fiume di Stienta e del neonato Comitato Pietre d’Inciampo di Adria  per offrire una occasione di studio accolta da un piccolo gruppo di insegnanti di buona volontà.

Abbiamo cercato di dare degli strumenti di lavoro agli insegnanti perché lavorino con gli studenti nel corso dell’anno.

Tuttavia in prossimità del giorno della memoria accade sempre che le scuole chiedano interventi a noi associazioni non pensando che l’efficacia di tali interventi sarebbe maggiore se fatti per far lavorare gli studente con  una vera e propria azione didattica, anziché renderli spettatori, spesso disinteressati, di una storia che sembra non riguardarli.

Da sinistra : Monica Stefani (Comitato Pietre d’Inciampo) Chiara Fabian (Associazione il Fiume) Frediano Sessi e Livio Zerbinati (Isers Badia)

 

 

 

 

 

 

 

 

I RELATORI

Frediano Sessi – Nato a Torviscosa (UD) nel 1949, è un saggista, scrittore, traduttore consulente editoriale italiano.
Vive a Mantova. Insegna Sociologia generale nel Corso di Laurea in Educazione professionale della Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia e presso il Master di Didattica della Shoah dell’Università di Roma 3.    Collabora  con diversi editori, tra cui, Einaudi, Marsilio, Rizzoli, EL, e attualmente pubblica  nella pagina culturale del Corriere della Sera. Nei suoi scritti, saggi e romanzi, mette al centro le storie vere delle persone che hanno vissuto il Novecento delle guerre e dei totalitarismi, basandosi spesso su documenti e ricerche d’archivio. Ha curato l’edizione definitiva del “Diario di Anna Frank”per Einaudi.  Ha tradotto “La distruzione degli ebrei d’Europa” di Raul Hilberg, pubblicata nella nuova edizione da Einaudi nel 2017.

Pubblicazioni: “L’ultimo giorno” (1995), “Alba di Nebbia”(1998), “Nome di battaglia: Diavolo” (2000), “Foibe rosse” (2007). E’ anche autore di libri per ragazzi, tra gli ultimi:“Ero una bambina ad Auschwitz” (2015) “Ultima fermata Auschwitz” (2016) “Prof, che cos’è la Shoah? “ (2020), “La seconda guerra mondiale” (2021) “Sotto falso nome” (2022).               Su Auschwitz ha pubblicato in collaborazione con Carlo Saletti “Visitare Auschwitz. Guida all’ex campo di concentramento e al sito memoriale” (2011) una guida per i numerosissimi visitatori che ogni anno raggiungono la Polonia per vedere la fabbrica di messa a morte del nazismo.   Oltre alla guida citata sempre su Auschwitz ha scritto anche :“Auschwitz. Storia e memorie” (2020), “L’angelo di Auschwitz” (2019), “Il bambino scomparso” (2022), “Non dimenticare l’olocausto” (2022)-

Claudio Vercelli. –  Nato a Torino nel 1964, è esperto di storia contemporanea  nonché docente a contratto di storia dell’ebraismo presso l’Università Cattolica di Milano. Ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di studi storici Salvemini e il Centro Studi Piero Gobetti di Torino. Occupatosi di storia della Shoah ha indagato la vicenda dei triangoli viola, i deportati in quanto Testimoni di Geova e si è occupato di negazionismo. Ha presieduto numerose istituzioni storiche ed è relatore assiduamente impegnato nella divulgazione del genocidio del popolo ebraico ma ha anche approfondito le questioni relative alla nascita di Israele e del conflitto israelo-palestinese.

Tra le sue numerose pubblicazioni: “Israele. Storia dello Stato 1881-2008, dal sogno alla realtà” (La Giuntina, 2007-2008); “Breve storia dello Stato d’Israele” (Carocci, 2009); “Storia del conflitto israelo-palestinese” (Laterza, 2010); “Il negazionismo. Storia di una menzogna” (Laterza, 2013); “Il dominio del terrore. Deportazioni, migrazioni forzate e stermini nel Novecento” (Salerno editrice, 2016). Per Edizioni del Capricorno ha pubblicato “Israele settant’anni. Nascita di una nazione” (2018). “Francamente razzisti. Le leggi razziali in Italia” (2018)  e “Neofascismi” (2018).

12 e 14 dicembre – Seminario per insegnanti su antisemitismo e Shoah

ADRIA (Ro) – Casa delle Associazioni – via Dante 13 

Lunedì 12 dicembre          ore 16.00-18.00

Claudio VERCELLI       Storico contemporaneista 

L’antisemitismo come premessa della Shoah

Mercoledì 14 dicembre        ore 16.00-18.00

Frediano SESSI
Saggista, scrittore, traduttore, insegna Sociologia generale all’Universitàdi Brescia.                                                                                 

L’incubo di Auschwitz

 

Dai primi anni in cui si è introdotta la Giornata della Memoria dello sterminio del popolo ebraico e delle altre minoranze, le iniziative pubbliche e nelle scuole si sono moltiplicate così come le proposte dei media. Parallelamente molto materiale storico si è aggiunto alle più importanti testimonianze a partire da quella di Primo Levi e in tutta Europa gli studi sulla Shoah hanno avuto grande sviluppo. Tuttavia il loro incremento ed approfondimento non sempre non sempre sono giunti nella scuola che in molti casi ha finito per celebrare anziché dare strumenti di conoscenza agli studenti.

Il seminario per gli insegnanti della scuola primaria e secondaria, aperto anche al pubblico esterno ha l’obiettivo è richiamare le premesse teoriche dello sterminio e della Shoah sottolineandone l’unicità seppure all’interno del magma di violenza del ‘900.            Dare degli strumenti per organizzare una efficace trasmissione delle violenze del ‘900 senza spettacolarizzazione ma con una adeguata contestualizzazione è il nostro scopo.

Il seminario che si svolgerà in presenza in due pomeriggi ad Adria, è organizzato dall’ISERS di Badia Polesine, dall’Associazione Il Fiume di Stienta e dal Comitato Pietre d’Inciampo di Adria

24 settembre 2022 – Abbiamo perso Estica, la nostra Anna Frank a lieto fine

Alle soglie del Capodanno ebraico di questo 5782, anno  2022 dell’era cristiana,  abbiamo perso un’altro testimone della Shoah e della persecuzione antiebraica.   La piccola “Estiza” fuggita a 13 anni da Zagabria e portata da una signora a Trieste e poi a Rovigo, fino a raggiungere gli zii a Costa di Rovigo per sfuggire a deportazione ad Auschwitz, è mancata sabato 17 settembre.
Come Anna Frank ma a lieto fine, dopo aver trascorso un anno e mezzo a Costa di Rovigo come internata ebrea straniera,  era fuggita ancora dopo l’8 settembre 1943 e ed era stata  nascosta a Pontemanco (Due Carrare in provincia di Padova) in una soffitta a casa della famiglia Brunazzo.  Nella soffitta era riuscita a nascondersi con gli altri sei familiari fino al 27 aprile 1945.
A guerra finita, senza genitori (la madre uccisa ad Auschwitz e il padre partigiano disperso)  e ormai adolescente, aveva preso in mano la sua vita scegliendo l’emigrazione in Palestina e vivendo nel kibbutz Mehravia una vita serena e operosa anche se in un paese entrato subito in guerra e diventato Israele.
Dopo molti anni, grazie all’amore dei figli e dei nipoti, era stata portata a ripercorrere le tracce della sua vita in Europa incrociando così la ricerca di Luciano Bombarda sull’internamento libero degli ebrei stranieri in Polesine.

La ricostruzione delle vite degli ebrei internati in provincia di Rovigo aveva messo insieme le tessere di un mosaico che riportò Estica Danon Ayalon a Costa di Rovigo nel 2007 in una commossa rievocazione delle sue avventure.    Ci piace riportare il commiato di Reuma Harpaz la figlia che l’ha accompagnata nel suo viaggio a ritroso.

“Mia madre ha chiuso gli occhi e ha detto addio al mondo. Nata a Zagabria figlia unica con un’infanzia felice fino a 11 anni e poi fuga con  sconosciuti e senza genitori in una terra straniera piena di guerra e sopravvivenza annegata in ogni cellula del suo corpo.  E poi Aliàh, kibbutz, lavoro, matrimonio, nuova vita. E arrivammo noi tre figli, una piccola famiglia tutta sua che era tutto il suo mondo. Mia madre ci ha insegnato cos’è la saggezza della vita, donare e amore incondizionato, accettare l’altro, felicità e tristezza, soddisfazione delle piccole cose della vita, amore umano e aiuto del prossimo, compassione, semplicità, modestia, calore e al posto dell’ invidia tanta sensibilità. Pezzi di parole in jugoslavo,  deliziosi e confortanti cibi casalinghi, canzoni in ladino e italiano…
Cara amata donna riposa in pace insieme a mio padre.   (Reuma Ayalon Harpaz)

Immagini di Estica al lavoro nel kibbutz Merhavia e con la famiglia

Un abbraccio da tutti coloro che l’hanno conosciuta e hanno conosciuto l’umanità della sua famiglia è doveroso.
E che si abbracci anche con Luciano, Shlomo, Itzak e tutti gli altri amici del Fiume purtroppo scomparsi.

Agosto 2009 incontro a Merhavia di Luciano Bombarda, Estica e Chiara Fabian

 

14 giugno 2022 – OMAGGIO A BORIS PAHOR PER I 100 ANNI

Nell’occasione dei 100 anni del professor Boris Pahor la rivista triestina “ARTE CULTURA E SOCIETA'” pubblicò un numero speciale  con il suo ringraziamento per le celebrazioni e con una serie di articoli di critici, giornalisti e persone di cultura che ne tratteggiavano la figura di intellettuale simbolo del ‘900.

Con l’autorizzazione di Tatjana Rojc alleghiamo il suo articolo sul rapporto speciale tra Boris e la moglie che fu sempre un punto fermo nella vita e una fonte di ispirazione per lo scrittore.

30 maggio 2022- MUORE BORIS PAHOR SCRITTORE DEL SECOLO MA ANCHE AMICO DEL FIUME

Ormai si pensava che il “Professor” potesse vivere in eterno e che come un oracolo avrebbe dispensato le sue massime dall’alto della collina assolata di Contovello ed invece si è spento in silenzio, dopo aver parlato per una vita con fermezza e lucidità.

Molto si è scritto di lui e delle sue opere, il Nobel è stato evocato più volte negli anni scorsi ma a noi piace ricordarlo come un amico che non si sottraeva mai agli incontri anche se dovevano essere annunciati e rispettare le sue regole. Con Luciano Bombarda che non si lasciava intimorire da nulla e tanto meno dalla fama di chi lo interessava, il Professor ha fatto lunghi viaggi Trieste-Stienta, andata e ritorno,  perché la notte doveva tornare dalla sua Radoslava.    Pullover e impermeabile anche col caldo, per lui che aveva il freddo del lager nelle ossa, non mancavano mai, le minestrine con uovo e formaggio e il pane, di cui mangiava anche le briciole,  lo hanno preservato fino a 107 anni.  Fuori dall’ambito della letteratura slovena lo hanno portato il suo “Necropoli” e la trasmissione di Fabio Fazio. Grazie a Luciano abbiamo goduto piccoli tratti del suo lungo percorso e attraverso di lui abbiamo conosciuto importanti esponenti della cultura slovena da Tatjana Rojc a Dunja Nanut.

Un “grazie di tutto” è il minimo che possiamo dirgli.