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29 dicembre 2024 – Auguri
Come messaggio degli ultimi giorni di un anno che ci ha lasciato senza parole, ci sentiamo di augurarvi di svegliarci a gennaio e accorgerci che è stato tutto un brutto sogno…
Siamo stati spettatori di una diatriba tra chi vuole distinguere e puntualizzare i “genoicidi” dai “crimini di guerra” quando sappiamo tutti che è la guerra stessa ad essere un crimine.
Abbiamo visto lotte per il posto di lavoro di settori considerati in via di estinzione mentre non c’è cassa integrazione per i lavoratori delle industrie belliche.
Abbiamo visto cadere dittatori e assurgere a capi delle più potenti democrazie marionette comandate dal più ricco sulla terra.
Abbiamo visto che le donne e i bambini sono sempre i primi a rimetterci ed in modo intollerabile.
C’è qualcosa di storto nel mondo che andrebbe raddrizzato ma non ci sono abbastanza puntelli.
Buone feste 2023-2024
7 ottobre 2023 – La strage degli innocenti
“Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò moltissimo, e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù” (Mt 2:16). Il gesto criminale di Erode è dettato dalla sua egoistica difesa del trono. Questa crudeltà corrisponde al suo carattere: per eliminare ogni ostacolo che mettesse in pericolo il trono, egli fece uccidere anche tre mogli e alcuni figli (tra cui Aristobulo). Quando egli era a Gerico per una malattia incurabile fece uccidere due capi (Yehuda ben Serifa e Matatia ben Marguloth) con i loro discepoli che si erano ribellati. Pare fosse il 13 marzo del 4 a. E. V., perché Giuseppe Flavio parla di una eclissi lunare in quella notte. Erode fece poi convocare a Gerico i più ragguardevoli cittadini della Giudea, li fece rinchiudere nell’ippodromo e ordinò alla sorella Salomè che fossero uccisi alla sua morte perché vi fosse del pianto nella Giudea. In una crisi di dolore tentò di uccidersi. Il figlio Antipatro, saputolo, insistette per essere liberato dal carcere in cui il padre lo aveva rinchiuso. A sua volta, Erode lo fece uccidere. Cinque giorni dopo anche Erode finalmente morì. Non per nulla Augusto, sapute queste cose, con un gioco di parole disse in greco: “È meglio essere un porco [üs] di Erode che non un figlio [üiòs]”, alludendo alla nota avversione degli ebrei per la carne suina. Erode non avrebbe ucciso un porco, ma con facilità uccideva i figli. Tutto questo depone per la storicità della strage dei bambini ordinata da Erode.
Matteo, di fronte a questa carneficina, vi applica il lamento di Geremia posto in bocca a Rachele, la cui tomba si trovava a Rama, circa otto km a nord di Gerusalemme: quasi che, sollevandosi dalla sua tomba, Rachele emetta lamenti per i suoi figli avuti da Beniamino e condotti in prigionia da Nabucodonosor. In Ger 31:15,16 il testo dice: “Così parla il Signore: ‘Si è udita una voce a Rama, un lamento, un pianto amaro; Rachele piange i suoi figli; lei rifiuta di essere consolata dei suoi figli, perché non sono più’. Così parla il Signore: ‘Trattieni la tua voce dal piangere, i tuoi occhi dal versare lacrime; poiché l’opera tua sarà ricompensata’, dice il Signore; ‘essi ritorneranno dal paese del nemico’”. Matteo cita il passo in 2:18.
Yeshùa rimase in Egitto fino alla morte di Erode, che viene fatta risalire al 4 a. E. V.. Dopo di ciò viene portato a Nazaret dove crescerà. Matteo, con un’accomodazione (Mt 2:15), vi applica la profezia di Os 11:1 che riguardava Israele: “Quando Israele era fanciullo, io lo amai e chiamai mio figlio fuori d’Egitto”.
La storia è piena di sangue innocente. Dalla Bibbia, alle scorribande di predoni, alle invasioni dei barbari.
Il progresso delle guerre moderne in cui si combattono eserciti ha avuto corso breve. Da dopo la guerra di trincea attraverso i bombardamenti si è tornati ad uccidere i civili . Il corpo a corpo di uomini armati contro civili inermi, donne, anziani e neonati è una tappa dell’inumanità che si è compiuta sotto il nazismo e che si ripete ai nostri giorni in nome di Allah. “C’è troppo Dio in questa storia” recitava una vignetta triste.
10 luglio 2023 – Il Comitato pietre d’inciampo di Adria prepara la posa delle pietre dedicate agli ebrei deportati dalla Provincia
Da circa un anno ad Adria si è costituito un “Comitato pietre d’inciampo” con lo scopo di rendere concreta e percorribile nel territorio, la memoria della persecuzione antiebraica in provincia di Rovigo. La pubblicazione “Siamo qui solo di passaggio” (Panozzo editore, 2015) a cura dell’Associazione il Fiume ( scritto da Alberta Bezzan e Chiara Fabian collaboratrici con altri amici e ricercatori della ricerca di Luciano Bombarda) è l’esposizione di questa persecuzione e sicuramente renderla memoriale sarebbe stato il sogno di Luciano, un sogno di cui non ha potuto vedere nemmeno l’inizio con le pietre posate a Costa di Rovigo alla presenza di numerosi ospiti tra i quali i discendenti della famiglia Buchaster.
Il “Comitato pietre d’inciampo” di recente costituzione, ha in Monica Stefani l’anima e Presidente, e si vale di collaboratori e soci che vogliono aderire all’associazione con lo scopo di prendere in mano e ampliare la ricerca terminata nel 2015 procedendo alla posa delle pietre d’inciampo per tutti gli ebrei arrestati e condotti ad Auschwitz dalla provincia di Rovigo.
Nel Direttivo figurano il prof. Paolo Rigoni, l’avv. Roberta Paesante e Corrado Franzoso presidente dell’ANPI di Adria e tra i soci anche l’Associazione Il Fiume ha un ruolo nella organizzazione di eventi ed approfondimenti concretizzatisi in un seminario per docenti a dicembre 2022 e nella messa a punto della posa delle pietre d’inciampo nel territorio di Adria prevista per i prossimi mesi.
Dopo le prime pietre d’inciampo di Costa di Rovigo e di Rovigo è ad Adria e Papozze che verranno ricordati gli ebrei perseguitati e assassinati dai nazi-fascisti ed in particolare Anselmo Ravenna su cui si accanì la volontà dello stato di privare lui e la famiglia dei beni prima della deportazione ad Auschwitz. Per il comune di Papozze verranno ricordati i membri della famiglia Moskovic, il padre Felix e i figli Viera e Julius che erano ospitati dalla famiglia Modonesi in una grande casa azzurra nella golena del Po.
La realizzazione di una opera d’arte totale come si possono definire le pietre d’inciampo ( piccoli cubetti di ottone con inciso il nome dei deportati, la data di nascita e quella di deportazione e morte se conosciuta) è uno dei più vasti memoriali della Shoah per il numero e la diffusione nei paesi di tutta Europa e dovrebbe essere un monito a chi pensa che la guerra sia ancora un mezzo per confrontarsi tra esseri umani incasellati in Nazione.
Il suo autore Gunter Demming ha il controllo, con la fondazione dedicata, della realizzazione e della posa che devono avvenire con determinate caratteristiche, e anche se vi è chi ne fa l’imitazione appropriandosi di una idea a tutti gli effetti protetta da copyright, la cerimonia ormai ha un valore universale e rappresenta un momento per sensibilizzare i giovani su uno sterminio che non ha avuto eguali nella storia.


